Quando le aziende di trasporto romane chiudevano in attivo

I bilanci ATAC in attivo delle Giunte Rutelli-Veltroni.

Dopo un anno e mezzo di Giunta Raggi, i cittadini romani si sono ormai abituati a sentire la stessa giustificazione davanti ad ogni disastro che colpisce la città. Sia che si tratti di allagamenti o di crisi ATAC, la colpa è sempre di quelli che c’erano prima e in particolare del centro sinistra, dimenticando quasi sempre le gravi responsabilità di Alemanno.
Niente di più falso, come ha ricordato il Senatore Ranucci in una discussione sui trasporti a Roma, che si è svolta nella Commissione Trasporti del Senato il 18 ottobre 2016 (riportiamo in allegato l’intervento e la documentazione prodotta ). In particolare il Senatore Ranucci ha ricordato come dal 2001 al 2008 (Giunte Rutelli e Veltroni) tutte le aziende operative di trasporto romane (Trambus e Metro) abbiano chiuso sempre i bilanci annuali in attivo. Nel caso di Trambus fornisce anche dei prospetti da cui emerge che in quei sette anni si sono ridotti 478 milioni di spese complessive e si è arrivati a produrre un servizio di 116 milioni di Km percorsi, rispetto ai 90 milioni della gestione attuale.Bilanci ATAC
Nel 2000 il Consiglio comunale approvò la riforma della Giunta Rutelli, che articolava il sistema di trasporti capitolino in 3 società a capitale pubblico ben distinte :
– ATAC Agenzia SPA ,che conservava il patrimonio e la programmazione del trasporto a Roma svolgendo il ruolo di Agenzia della mobilità,
– Trambus SPA, che gestiva il trasporto operativo dei mezzi di superficie,
– Metro SPA, che gestiva il trasporto operativo della metropolitana e delle ferrovie concesse.
Le aziende hanno mantenuto una continuità amministrativa, senza cambiare ogni anno uno o più amministratori, come è avvenuto nell’era Raggi. Questo è stato possibile con piani di riorganizzazione dell’azienda e del personale, concordati negli anni con i sindacati, attraverso la firma di un centinaio di accordi. Negli anni successivi fu messa a bando una quota di trasporto di superficie, gara vinta da un consorzio Tevere TPL con capofila l’Azienda trasporti di Perugia, contratto firmato da ATAC Agenzia.
Ogni azienda operativa aveva come obiettivo il pareggio di bilancio e il recupero di sprechi e inefficienze, fino a dover fornire un milione di Km in più ogni anno senza rimborsi aggiuntivi a partire dal 2006.

Le gravi responsabilità di Alemanno

L’arrivo di Alemanno al comune di Roma ha bloccato questo processo virtuoso e invertito la tendenza, innescando una spirale di perdite e inefficienze che hanno portato i bilanci ATAC alla situazione attuale.
Nel 2009 è stato avviato un processo di riunificazione, che ha portato a ricreare nel 2010 un’unica azienda ATAC, che incorporava tutte le società operative, e veniva creata all’esterno una nuova Agenzia della mobilità per il controllo e la programmazione. In questo passaggio Alemanno lasciò in carico ad ATAC la responsabilità del contratto con il consorzio Tevere TPL, che ATAC aveva stipulato in quanto Agenzia della Mobilità e che oggi scarica sull’azienda una ingiunzione di Bilanci ATACpagamento di altri 67 milioni di Euro, che potrebbero dare il colpo di grazia alle dissestate finanze aziendali.
Sempre con Alemanno vennero assunti a chiamata diretta oltre 800 dipendenti e dirigenti in ATAC e finì sui giornali il caso di “Parentopoli”, con l’assunzione dei parenti di assessori, autisti e di esponenti di estrema destra coinvolti in gravi fatti di violenza. Questa infornata ha fatto impennare i costi del personale in un’azienda che riusciva ancora, seppure con difficoltà, a chiudere in pareggio i bilanci annuali.
In quel periodo vennero anche stipulati contratti poco vantaggiosi, come quello sui pneumatici, venuto alla ribalta in questi giorni per le truffe sulle forniture e sui gonfiaggi.
Da quel momento i conti ATAC sono peggiorati progressivamente, è aumentata la conflittualità sindacale, è cominciata a mancare una continuità amministrativa e si è andati avanti alla giornata, senza un progetto, fino ad arrivare alla situazione attuale.

Da Alemanno a Raggi

Nei tre anni di Marino e Tronca si è cercato di intervenire su alcuni sprechi e disfunzioni, senza riuscire a ridurre la conflittualità sindacale e a presentare un progetto credibile di riorganizzazione aziendale.
Complice di questa situazione è anche il contenzioso che va avanti dal 2002 sui costi dei contratti per i dipendenti del Trasporto Pubblico Locale. Alcune regioni hanno adeguato i trasferimenti alle Aziende di TPL in base agli incrementi dei costi scaturiti dai nuovi contratti di lavoro dei dipendenti, altre, come il Lazio, hanno sempre ritenuto che gli aumenti contrattuali dovessero essere recuperati all’interno delle aziende, con riorganizzazioni e incrementi di produttività. Secondo ATAC questo contenzioso ha prodotto un mancato trasferimento di oltre 500 milioni di euro.
La Giunta Raggi ha accentuato la disorganizzazione aziendale, con i continui cambi di presidente e amministratore, indicando professionisti che vengono da esperienze del nord, con bacini di utenza molto diversi da quelli di una metropoli complessa come Roma.
Sulle soluzioni e sulle modalità con cui la Giunta Raggi ha proposto il concordato preventivo ci cono molte cose da dire, anche perché, invece di fornire un servizio migliore ai romani e di garantire il futuro di lavoratori e azienda, rischiano di ottenere il risultato opposto. Ma questo lo approfondiremo in un prossimo articolo.

Intervento in Commissione Trasporti al Senato del Sen. Ranucci e documentazione allegata

Sergio Scalia