Graviano e Consip. Deviazioni e Magistrati in politica

Mi ha colpito che persino un antirenziano come Massimo Giannini, nel suo editoriale su Repubblica del 10 giugno, si pone qualche interrogativo sulla coincidenza temporale tra le ennesime rivelazioni di un boss mafioso come Graviano sul ruolo di Berlusconi e tra la disponibilità del PM di Matteo a scendere in campo come Ministro tecnico di un governo grillino.

Di Matteo
Foto La Presse

Massimo Giannini

  Se poi queste rivelazioni si inseriscono nello scenario di una legge elettorale proporzionale, frutto di un accordo che Grillo ha fatto durare solo poche settimane, giusto il tempo di far sparare tutti i giornali sull’inciucio Renzi-Berlusconi, si capisce che qualche interrogativo può venire persino a chi vorrebbe Renzi fuori dalla politica.

Sembravano ormai tramontati i tempi che avevano visto un uso distorto dei servizi e dei corpi dello Stato per deviare indagini o utilizzarle contro avversari politici.      Dopo i fatti tragici della strategia della tensione e del terrorismo o i fatti comici del “Conto Gabbietta” contro Prodi, il Parlamento ha ripreso le sue prerogative con il Comitato di Controllo sui Servizi, che dovrebbe vigilare sul ruolo corretto di questi delicati organi dello Stato.
Eppure, con il caso Consip, grazie agli approfondimenti e ai riscontri della Procura di Roma, veniamo a conoscenza di depistaggi e di prove false con l’unico obiettivo di far arrestare Tiziano Renzi e di colpire il leader del maggiore partito presente in Parlamento.
In altri tempi, davanti ad un tentativo così evidente di far fuori il leader del maggiore partito, si sarebbe parlato di “colpo di Stato” e si sarebbero mobilitate le piazze, ma oggi ci si affida con maggiore equilibrio alle decisioni della Magistratura.

E’ comunque evidente che l’anomalia italiana persiste anche nei corpi dello Stato e la vigilanza dei parlamentari e dei cittadini su questo tema dovrà essere massima, soprattutto nei prossimi mesi, in cui ci attendono difficili passaggi parlamentari sugli aspetti economici e sul sistema di voto ed una campagna elettorale il cui esito sarà decisivo per il futuro del nostro paese.

Sergio Scalia