L’esclusione degli stranieri dal reddito di cittadinanza sarà smontata dai giudici

Reddito di cittadinanzaLa limitazione del reddito di cittadinanza solo agli stranieri residenti da 10 anni in Italia è una scelta dei 5 stelle che oscilla tra razzismo e furbizia e che non reggerà al momento dell’applicazione concreta della norma.

Esistono infatti norme europee (Trattato di Lisbona e Carta dei diritti) e Sentenze della Corte Costituzionale che hanno ribadito l’estensione a tutti i residenti delle prestazioni di lavoro e di assistenza.    Infatti le sentenze della Corte Costituzionale n. 187/2010 e n. 40/2013 relative alle indennità Inps per gli invalidi civili hanno confermato che non hanno validità Costituzionale tutte le norme che subordinano i contributi sociali a permessi di soggiorno di lungo periodo, perché l’unica condizione resta quella che i soggetti interessati siano legalmente soggiornanti in Italia.   In questi anni tutte le prestazioni inizialmente negate agli stranieri sono state poi ammesse per via giudiziaria o amministrativa, come indennità di maternità, bonus bebè, carta acquisti e via dicendo.

Davanti a questi pronunciamenti non reggerà neanche la condizione che vuole limitare i beneficiari ai soli soggetti provenienti da Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale.
Anche l’iscrizione agli attuali Centri per l’impiego nelle liste di chi cerca lavoro è oggi aperta a tutti gli attuali soggiornanti e non è riservata ai residenti di lungo periodo.

Secondo Eurostat circa il 30% degli stranieri residenti in Italia viene da un altro stato membro dell’Unione Europea. La comunità più ampia, a oggi, è quella proveniente dalla Romania.  Tutti i cittadini dell’Unione Europea soggiornanti in Italia sono poi tutelati dall’articolo 18 del Trattato di Lisbona ed una loro esclusione porterebbe ad aprire una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.

reddito di cittadinanza

Per il reddito di cittadinanza il Governo ha stanziato 9 Miliardi di Euro per il prossimo anno, che dovrebbero essere sufficienti per coprire le esigenze di 5 milioni di poveri, compresi 1 milione di stranieri di lungo periodo.
Da una recente ricerca pubblicata sul Sole 24Ore appare evidente come lo stato di povertà sia presente soprattutto nelle famiglie composte da soli stranieri e quindi si tratterà di estendere questo sussidio a tutti coloro che ne avranno diritto (e sono certamente più di un milione), anche al di fuori della lunga permanenza di 10 anni, con un prevedibile sforamento dei conti rispetto alle risorse inizialmente previste.

La negazione di questa realtà e l’insistenza con cui si ripropone la limitazione ai residenti di lunga durata sembra dettata da un tentativo di furbizia per far approvare alla Lega il reddito di cittadinanza, nascondendone l’estensione a tutti coloro che ne avranno diritto.
E’ noto che  il reddito di cittadinanza non risolve certo i problemi della povertà e del lavoro, ma per alcune forze di governo può essere una scelta consapevole per illudere molte persone che si trovano in un reale stato di bisogno e scaricare poi le colpe sull’Europa e sulle forze di opposizione.

Sergio Scalia